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Maleodoranze a San Piero, Coldiretti: «Si faccia chiarezza sull’accaduto. I nostri produttori garanzia di qualità»

I cittadini di San Piero a Grado da settimane chiedono chiarezza sulle maleodoranze provenienti da un’azienda agricola del territorio: «Le loro preoccupazioni sono legittime e hanno il nostro pieno sostegno», commenta il direttore di Coldiretti Pisa Francesco Ciarrocchi. «Sappiamo che le autorità competenti hanno presentato formale denuncia e auspichiamo che venga fatta piena luce sulla natura e l’entità di quanto accaduto».

«Ci associamo alle parole dell’Ente Parco – aggiunge – quando afferma che occorrono pratiche agricole che migliorino la qualità del suolo e dei prodotti, e raccogliamo l’appello lanciato ancora dal Parco, per un coinvolgimento degli operatori nella creazione di nuove regole condivise».

«Quello dei fanghi di depurazione, anche se in qualche modo trattati – spiega – è un tema delicato, perché può incidere sulla salute dei cittadini. Come associazione di agricoltori riteniamo che sia sempre meglio utilizzare concimi naturali provenienti dalle stalle. Grazie alla pellettizzazione e all’essiccazione è possibile fertilizzare in modo naturale anche aree lontane dagli allevamenti, senza ricorrere ad ammendanti di origine industriale o di incerta composizione e provenienza. Un terreno ricco di sostanza organica inoltre trattiene l’acqua, con un valore ulteriore contro l’inaridimento e il rischio idrogeologico».

«Per quanto riguarda i fanghi di depurazione provenienti dal trattamento delle acque reflue urbane – dice ancora Ciarrocchi – è necessario puntare sulla qualità dei processi produttivi, diffidando da soluzioni facili o dall’origine non sicura. Diversa è la posizione sugli scarti industriali, che riteniamo non debbano essere smaltiti in agricoltura perché costituiscono una minaccia al suolo, alle falde e quindi alla salute dei cittadini».

A fronte di notizie che potrebbero intaccare la fiducia con il territorio, il direttore di Coldiretti Pisa ribadisce che «la tutela dei consumatori, degli agricoltori stessi e delle coltivazioni, restano i principi di riferimento dei nostri produttori».