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L’area agricola di Coltano teme l’arrivo delle piogge

Coldiretti: «Semplificare gli scavi dei fossi, unica soluzione per evitare gli allagamenti»

Di fronte all’instabilità climatica le opere di manutenzione delle vie d’acqua non sono più rinviabili. Occorre semplificare le procedure per lo scavo dei fossi o il rischio allagamento non sarà mai abbassato. Questo il messaggio che Coldiretti Pisa e Consorzio 4 Basso Valdarno hanno lanciato dagli studi di Canale 50 ieri sera durante la trasmissione «Territori», promossa da Coldiretti.

La puntata di Territori sulla manutenzione dei canali

«In alcune aree oggi abbiamo delle emergenze» spiega il direttore Francesco Ciarrocchi, «mi riferisco alle zone agricole di Coltano, dove diverse decine di ettari sono sottratti alla coltivazione perché da anni vengono periodicamente allagati. I fossi non vengono puliti perché il materiale di risulta degli scavi secondo la legge regionale è da classificarsi come rifiuto speciale, quindi da smaltire con procedure complesse e troppo costose. Ma lo scavo è necessario per le attività agricole, perché se crescono i sedimenti, la capacità di portata diminuisce e la possibilità di esondazione aumenta. Nessuna impresa inoltre, è così soggetta ai cambiamenti climatici come quella agricola, costretta oggi a un’incertezza che impedisce le attività ordinarie».

«Sulla manutenzione dei canali occorre un cambio di rotta», aggiunge il presidente di Coldiretti Pisa Fabrizio Filippi, «apprezziamo la posizione del Sindaco in quanto riconosce l’esistenza di un problema idraulico sul territorio di Coltano, ne evidenzia l’urgenza degli interventi senza tralasciare il rischio per la cittadinanza. La soluzione va assolutamente trovata in tempi brevi e può scaturire solo se ci si siede intorno ad un tavolo Consorzio di Bonifica, Regione e Comune. Più che di volontà si tratta di senso di responsabilità».

«Su questo punto i consorzi di bonifica hanno un ruolo determinante nella gestione del territorio – dice ancora Filippi -. Pisa in particolare nell’ultimo anno è stata messa sotto pressione climatica con due piene a breve distanza l’una dall’altra, insegnandoci ancora una volta che se il consorzio fa la sua opera i rischi per i cittadini sono minori. I cittadini apprezzano gli interventi e quindi le spese per la prevenzione, perché sanno che il tributo da pagare in termini di danni è sempre maggiore.

«Bisogna quindi insistere sulla gestione dei consorzi affidata ai consorziati, con le rappresentanze istituzionali previste all’interno dell’assemblea; rilanciare e rafforzare l’ANBI regionale, ovvero la struttura di rappresentanza dei consorzi di bonifica, e – conclude Filippi – informare la cittadinanza sul ruolo e le funzioni dei consorzi».