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Coronavirus, prenotazioni in calo e disdette negli agriturismo

Ma sono i luoghi più sicuri

Gli agriturismi spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari lontano dagli affollamenti, con un numero contenuto di posti letto e a tavola, sono forse il luogo più sicuro in Italia per difendersi dal contagio, fuori dalle mura domestiche. È quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che la psicosi irrazionale sul coronavirus sta già provocando un ingiustificato calo del 50% delle presenze secondo il monitoraggio di Terranostra a livello nazionale.

I timori legati al coronavirus stanno colpendo anche il nostro territorio, in un settore composto da quasi 800 aziende – circa 500 nella provincia di Pisa e quasi 300 in quella di Livorno – una rete di oltre 15.000 posti letto e quasi 200.000 arrivi all’anno. Qui la situazione è frammentata con punte di grande preoccupazione e altre di calma vigile. Il calo delle prenotazioni è un po’ ovunque, così come le telefonate dei clienti che chiedono rassicurazioni sui loro programmi e sulla sicurezza dei luoghi. Sulla costa e nel livornese si sono registrate cancellazioni tra il 30 e il 60% delle prenotazioni, che spaventano in vista delle festività pasquali, ormai perse, ma soprattutto in vista della bella stagione dato che ogni disdetta è un cliente che non prenoterà più e sceglierà un’altra meta.

Ma le aziende agrituristiche vogliono però rovesciare il meccanismo della paura, rilanciare ad alta voce la bellezza dei propri territori e tutelare la propria immagine di luogo sicuro. Sono realtà che offrono anche attività a carattere naturalistico: dal trekking al tiro con l’arco, dai percorsi culturali a quelli benessere, dal ciclismo all’accoglienza dei camperisti, fino ai matrimoni; e servizi di ristorazione che mantengono inalterate le tradizioni enogastronomiche, con piatti rigorosamente della tradizione preparati da cuochi contadini con mirabile maestria.

«L’associazione agrituristica Terranostra ha avviato una campagna per far conoscere le bellezze enogastronomiche dei territori lungo tutta la Penisola, anche in Toscana», afferma Simone Ferri Graziani, membro della giunta nazionale di Terranostra e presidente Terranostra Pisa e Livorno, «ma è anche importante individuare da parte delle Istituzioni misure di sostegno alle attività più duramente colpite attraverso sgravi fiscali e contributivi con il rinvio di pagamenti, compensazioni previdenziali delle giornate di lavoro perse e attivazione degli ammortizzatori sociali per i lavoratori, nonché la proroga delle scadenze dei piani di sviluppo rurale regionali e nazionale».