Custodi della terra. Il richiamo della Laudato all’agricoltura e alle imprese

Venerdì 6 marzo a Orciano una riflessione con l’Arcivescovo di Pisa Mons. Giovanni Benotto

«Custodi della terra. Il contributo dell’agricoltura e delle imprese nella cura della casa comune», è il titolo dell’incontro promosso da Coldiretti Pisa in programma Venerdì 6 Marzo 2020 a Orciano Pisano, dedicato alla riflessione sugli indirizzi della Laudato Si’ diretti al mondo produttivo. Ne discuteranno la Sindaca di Orciano Giuliana Menci, l’arcivescovo di Pisa Mons. Giovanni Benotto, il prof. Stefano Masini, Capo Area Ambiente e Territorio Coldiretti, il presidente Camera di Commercio Pisa Valter Tamburini e il Presidente di Coldiretti Pisa Fabrizio Filippi.

Se «il mondo è qualcosa di più che un problema da risolvere», l’incontro è il luogo delle soluzioni. L’enciclica è stata scritta con l’obiettivo di promuovere un cambiamento delle politiche e dei comportamenti che hanno generato l’attuale crisi socio-ambientale, e l’invito è stato raccolto da Coldiretti che ha voluto organizzare una serata di confronto sul tema e di bilancio, a quasi 5 anni dalla sua diffusione. Con un occhio particolare alla realtà della provincia di Pisa, sono chiamate a questa sfida le amministrazioni pubbliche, il mondo del commercio e delle imprese, quello dell’agricoltura e della ricerca, dalle grandi organizzazioni al singolo individuo. È lo stesso testo di Papa Francesco a stimolare un approccio simile: lo stile orale, predicatorio, con una struttura ricorsiva che conduce e riporta agli stessi argomenti cambiando punto di vista.

L’agricoltura riveste un ruolo delicato e irriducibile, necessario. Alla luce della Laudato Si’ la responsabilità è ancora più evidente: il rapporto dell’agricoltore con la terra, le piante e gli animali, è di autentica custodia, non più di solo dominio. Il valore dell’agricoltura e il suo impatto oltrepassano la dimensione presente, giacché proiettano sul futuro il destino alimentare delle generazioni a venire e questo detta precisi doveri. In rapporto al superamento della cultura dello spreco inoltre, il mondo agricolo ha un proprio bagaglio di saperi e pratiche virtuose da mantenere e riproporre.

C’è poi la dimensione delle relazioni: la crisi ecologica e la crisi sociale sono lo stesso fenomeno, insegna la Laudato Si’, e nella cultura agricola le relazioni di fiducia, collaborazione e contiguità sono tuttora centrali. La produzione agricola che diventa vendita diretta ad esempio, crea comunità e favorisce nuovi scambi fra individui di generazioni, origine e vite diverse. Nascono così i nuovi modelli sostenibili delle imprese agricole moderne: diversificati e multifunzionali, sono modelli che hanno messo al centro i valori e i bisogni di una comunità e del suo ambiente, con l’obbiettivo dichiarato di non lasciare indietro nessuno. Agli altri attori sociali – le amministrazioni pubbliche, il commercio, la ricerca scientifica e la guida spirituale – spettano compiti precisi, secondo la Laudato Si’, espressione di responsabilità assolte, in ultima istanza, dai singoli.